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Appelli per gli animali

Terapie Assistite dagli Animali PDF Stampa E-mail



Cos'è la Pet Therapy

terapie1L'idea è semplice ma molto complessa la sua attuazione, essere vicino a degli animali al fine di ricevere, interagire, sorridere e più di tutto socializzare, tutto questo partendo da una carezza che genera interazioni tra due mondi diversi ma allo stesso tempo parte della stessa natura: l'uomo e gli animali.
Il termine utilizzato per caratterizzare queste modalità di intervento é "Pet Terapy" gli inglesi chiamano "Pet" quel genere di animali da coccolare, da vezzeggiare, da accarezzare perché morbidi: cioè quelli da tenere vicini alla propria persona.
Una corretta applicazione della "P.T." non coinvolge solo un uomo e un animale, ma anche tecnici competenti del comportamento umano e quelli competenti del comportamento animale.

Nella società moderna gli animali d'affezione (i cosiddetti "pets") non sono più considerati una fonte di servizi e nutrimento (come era una volta con i cani da guardia, i gatti in funzione anti-topo etc...) ma sono visti come soggetti importanti per la nostra vita quotidiana. Questo nuovo modo di concepire e vivere la relazione uomo-animale ha portato con sé la consapevolezza che l'animale sia in grado di esercitare una serie di effetti benefici sulla salute e sul benessere dell'uomo, migliorando la sua vita.

Inoltre sono riconosciute anche le implicazioni di tipo sanitario che nascono dalla relazione tra l'uomo e il suo pet e l'utilità di questo rapporto nella cura di alcuni disagi psico-fisici. Si riconosce ai "pet" un effetto catalitico (aumentano la socializzazione), di sostegno psicologico (sono induttori di sorrisi e di buonumore), di riequilibratore psicologico (la presenza dell'animale riduce lo stress psicologico, l'ansia e la depressione) e cardioprotettivo (riducono la pressione arteriosa e il rischio di alcuni problemi cardiaci come l'infarto). Fino a oggi, sono state utilizzate diverse specie animali: cane, gatto, coniglio, cavallo, asino, capra, mucca, uccelli, delfini, ecc. E' però importante sottolineare che l'animale di per sé non ha una funzione terapeutica, ma è il rapporto che si stabilisce fra lui e il paziente che sortisce i risultati auspicati.

L'espressione Pet Therapy, oggi sostituito in italiano, più propriamente, da Terapie Assistite dall'Animale (TAA), viene utilizzata per indicare i programmi di addestramento del comportamento animale. La Terapia Assistita dall'Animale (TAA) è "un intervento che ha obiettivi specifici predefiniti, in cui un animale, che risponde a determinati requisiti, è parte integrante del trattamento. La TAA è diretta da un professionista con esperienza specifica nel campo, nell'ambito dell'esercizio della propria professione". Ad essa si affiancano le Attività Assistite dall'Animale (AAA), "interventi di tipo educativo, ricreativo e/o terapeutico, che hanno l'obiettivo di migliorare la qualità della vita. Gli interventi di AAA possono essere erogati in ambienti di vario tipo, da professionisti opportunamente formati, para-professionisti e/o volontari, con animali che rispondono a determinati requisiti".





Le origini

terapie2La ‘Pet Therapy' nasce nel 1953 in America, ad opera dello psichiatra Boris Levinson. Mentre lavorava con un bambino autistico, si rese conto che il suo cane gli offriva la possibilità di proiettare le proprie sensazioni interiori, costituiva un'occasione di scambio affettivo, di gioco e rendeva più piacevole le sedute.

Nel 1981 negli Stati Uniti d'America nasce la Delta Society, un gruppo di volontari si organizza mettendo a disposizione il loro amico animale per poter iniziare un lungo percorso che li porterà a studiare e ad applicare questa nuova scienza chiamata "Pet Therapy". Ospedali, case di cura, carceri, comunità psichiatriche, scuole, ecc. vengono frequentate da pet partners e dal loro animale.       I risultati sono lampanti: aumento della socializzazione, diminuzione dello stato aggressivo, diminuzione della depressione, ecc.

Nel giugno dei 1994 il Centro di Collaborazione OMS/FAO per la Sanità Pubblica Veterinaria di Roma interagendo con altre strutture, organizza il 1° corso informativo di "Pet Therapy" ed Ippoterapia.

Quindi ci sono voluti ben tredici anni perché anche in Italia si riconoscesse la validità di tale intervento. E' certo ormai che la presenza di un animale migliora da un punto di vista psicologico la vita dell'individuo, "diminuendo la solitudine e la depressione, agendo da supporto sociale, dando un impulso alla cura di se stessi e diventando una fonte di attività quotidiane significative.


La terapia assistita dagli animali va bene per tutti?

terapie3Coloro a cui le TAA possono arrecare dei benefici, in affiancamento ad altre forme di terapia, sono:
  • persone difficoltà relazionali;
  • persone in stato confusionale, ad esempio, affette da morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, demenza, schizofrenia, ictus;
  • persone con disordini dello sviluppo quali: sindrome di Down, sindrome fetale da alcool, paralisi cerebrale, autismo, iperattività, deficit da attenzione;
  • persone con disabilità fisiche quali: morbo di Parkinson, paralisi cerebrale, sclerosi multipla, distrofia muscolare, ictus, spina bifida;
  • persone con difficoltà di parola legate, ad esempio a: sclerosi multipla, disordini dello sviluppo, ictus, problemi di udito, depressione, paralisi cerebrale;
  • persone con problemi di udito, che può indurre un forte senso di isolamento;
  • persone con problemi di vista, nelle quali alcune modalità sensoriali, quali udito e tatto, risultano maggiormente sviluppati, per compensazione;
  • persone con disturbi psichiatrici, quali: depressione reattiva e/o endogena, schizofrenia, disordini alimentari, disturbi di personalità;
  • individui che hanno subito deprivazioni sensoriali;
  • malati terminali;
  • bambini;
  • anziani.
... Ma non per...

Le TAA non sono consigliabili:
  • nel caso di persone che non sono in grado di prendersi cura di altri esseri viventi, a causa delle loro condizioni psicofisiche;
  • quando la presenza di un animale induce la competizione all'interno di un gruppo;
  • quando gli utenti tendono a comportarsi in modo molto possessivo nei confronti dell'animale;
  • per persone con ferite aperte o con deficit del sistema immunitario;
  • per persone con disturbi psichiatrici, che li porta ad essere violenti;
  • nel caso di fobie specifiche nei confronti degli animali;
  • in caso di ipocondria;
  • in caso di allergie.

Ad ogni modo, è necessario valutare la personalità sia dell'animale, sia del potenziale utente, e la patologia di quest'ultimo, in modo da favorire un adattamento reciproco.

Meccanismi d'azione

Le TAA sono finalizzate ad un miglioramento delle condizioni fisiche, sociali ed emotive delle persone a cui sono dirette. Non si propongono come metodo unico, infallibile, né in sostituzione ad altre forme di terapia, bensì in affiancamento ad esse. La prescrizione, la progettazione e l'attuazione di un simile intervento richiede la presenza di una équipe multidisciplinare, a seconda del paziente e della patologia da trattare.
I meccanismi d'azione fondamentali di questo tipo di inetrevento sono:

  1. il rapporto uomo-animale, affettivo ed emozionale, in grado di arrecare non solo benefici emotivi e psicologici, ma anche fisici, quali l'abbassamento della pressione sanguigna, il rallentamento del battito cardiaco;
  2. la comunicazione uomo-animale, che si basa su una forma di linguaggio molto semplice, cadenzata, con ripetizioni frequenti, tono crescente e interrogativo, che produce un effetto rassicurante, sia in chi parla, sia in chi ascolta.
  3. la stimolazione mentale: che si verifica grazie alla comunicazione con l'altro, alla rievocazione di ricordi, all'intrattenimento, al gioco, che riducono il senso di alienazione e isolamento;
  4. il tatto: il contatto corporeo, il piacere tattile permettono la formazione di un confine psicologico, della propria identità, del proprio Sé e della propria esistenza;
  5. l'elemento ludico, cioè il gioco e il divertimento, che portano benefici psicosomatici. Le persone, tramite esso, possono liberare le loro energie e ricavare sensazioni di benessere e di calma;
  6. la facilitazione sociale: la presenza di un animale, spesso, costituisce un'occasione di interazione con altre persone;
  7. la responsabilità: proporzionale alla propria età e alle proprie possibilità, nella cura di un eventuale animale di proprietà;
  8. l'attaccamento: il legame che si viene a creare tra uomo e animale può, almeno in parte, compensare la mancanza eventuale di quello interumano, e, comunque, favorire lo sviluppo di legami di attaccamento basati sulla fiducia, che potranno, in seguito, essere anche trasferiti ad altri individui;
  9. l'empatia: la capacità di identificarsi con l'animale, nel tempo, viene trasferita anche alle relazioni con gli altri esseri umani;
  10. l'antropomorfismo: l'attribuzione di alcune caratteristiche umane all'animale, può rappresentare un valido meccanismo per superare un eventuale egocentrismo e focalizzare la propria attenzione sul mondo esterno;
  11. il senso di comunione con la natura.


terapie5Nell'anziano l'animale permette di stabilire una relazione e di uscire dall'isolamento, acquisire maggiore sicurezza e dominare situazioni di ansia e di depressione.
Nel caso di anziani, ospiti di case di riposo, queste attività possono configurarsi come un momento di socializzazione e di svago o come vere terapie in aiuto alle presenti attività fisioterapiche dei centri.
Impartire dei comandi, spazzolare, accarezzare il pelo dell'animale, chiamarlo per nome, raccontare di precedenti esperienze, condurre al guinzaglio, sono situazioni che stimolano l'attenzione e l'esecuzione di atti motori semplici, che rilassano e contribuiscono alla socializzazione tra gli ospiti.





Bimbi, animali e pet therapy

terapie4L'approccio del bambino agli animali caratterizza, sin dalla primissima infanzia, i contenuti dei suoi disegni: l'uccellino, il gatto, l'elefante... sono rappresentazioni quasi sempre presenti negli elaborati grafici dei piccoli della scuola dell'infanzia e della scuola primaria.
La capacità di osservazione e la curiosità orientano, infatti, i bimbi verso ogni esperienza in movimento e verso la diversità dal sé: anche per questo gli animali rappresentano l'affascinante mondo fantastico dei bambini.
L'animale per il bambino, come anche per molti adulti, è caricato di una grande valenza emotiva, strettamente connessa alla sua forma, al suo habitat, al suo linguaggio. E sempre più spesso, negli ultimi anni, l'importanza della relazione del bambino con gli animali sviluppa ricerche e sperimentazioni sociologiche e psico - pedagogiche, finalizzate all'aspetto terapeutico sotteso.


Il gioco con gli animali, guidato dall'adulto esperto, rappresenta un momento educativo fondamentale oltre che uno strumento terapeutico funzionale a favorire nei bambini:

  1. i processi cognitivi di scoperta, di memoria, di induzione, di comunicazione verbale e non verbale, di ricerca e di sperimentazione;
  2. l'espressione di comportamenti di rilassamento, di assertività e affermatività, di superamento di forme di timidezza o per contro di forme di aggressività e di iperattività, di adeguamento alle regole di rispetto;
  3. l'equilibrio psico affettivo, nel trattamento di fobie o disagi in genere (anche quelli passeggeri presenti nel bambino, quando ad esempio esiste un cambiamento in famiglia: come la nascita di un fratellino, o un trasferimento di abitazione).
Nelle realtà scolastiche, attualmente ogni Piano dell'offerta formativa, riconoscendo l'educazione ambientale e alla salute come elemento formativo necessario allo sviluppo dell'alunno, programma al suo interno itinerari per le scolaresche presso fattorie, agriturismi, parchi del mare, già per i piccoli di scuola dell'infanzia.
Queste esperienze didattiche permettono ai bambini di aprirsi al mondo animale con interesse, motivazione e positiva ricaduta nell'apprendimento, in quanto sono tra le forme di conoscenza più concrete e quindi più interiorizzabili.

La famiglia, accanto alla scuola, quindi, deve favorire la crescita dei figli attraverso queste scoperte e queste esperienze: approfittare dell'estate come periodo di stasi dal lavoro e dalla scuola può essere un modo divertente e stimolante per avvicinare i piccoli alla fauna.
Gli itinerari che fra l'altro l'Italia offre per queste esperienze sono davvero innumerevoli e adeguatamente preparati a misura di bambino.

Gli animali possono diminuire l'ansia e predisporre una stimolazione dei sistema nervoso o, in altre parole, abbassare lo stress divenendo una fonte di contatto piacevole, una visione rilassante e una percezione di sicurezza e tranquillità." (Friedmann & Thomas, 1985, Katcher & Friedmann, 1980).

Fonte: Forus.it, dica33.it

legge_1Cosa dice la Legge?

Opuscolo del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

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