| Fido può aspettare Alt al regolamento Dubbi di legittimità. Nulle le multe per chi sporca? |
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(pubblichiamo l'intero articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno)
Morale: il regolamento è vigente, ma è da ritenersi «sospeso» in attesa di giudizio. Giuridicamente non è così, ma è inevitabile che nel momento in cui dovesse insorgere qualche contrasto nell'inter pretazione - o peggio - nell'applicazione di uno dei 57 articoli che compongono la «legge» comunale sugli animali, se ne vederebbero delle belle. Le «norme transitorie» contenute nel penultimo articolo prevedono che sono da intendersi abrogati anche altre «disposizioni comunali e ordinanze». Tra queste ultime, ricordiamo, vi è quella che sanziona (100 euro) i proprietari dei cani che «sporcano» le strade e non fanno uso di paletta. Ciosa accade ora? Vale o no la multa? Una vicenda in qualche modo annunciata. Non a caso, proprio nel corso della seduta del consiglio comunale di alcuni mesi fa, a mettere in guardia il consiglio comunale sul «rischio» al quale stava andando incontro, fu proprio il coordinatore dell'opposizione, Domenico Cea (Pdl) che in apertura di discussione chiese il rinvio dell'approvazione del regolamento all'esito di «un accurato e maggiore approfondimento per il contenuto di alcune norme che - dichiarò a verbale Cea - io trovo assolutamente incompatibili con il sistema legislativo di carattere generale, ma soprattutto con la regolamentazione locale che attiene ad altre fattispecie». E ancora: «...bisogna vedere anche le ASL cosa ne pensano, bisogna anche vedere la compatibilità con le norme che regolamentano le specifiche attività commerciali, dove ci sono dei Regolamenti, cioè cerchiamo di non essere superficiali». La lettera dell'Asl suona come una conferma. La vicenda è sul tavolo del segretario generale, Mario D'Ame - l i o, che dovrà concordare una via d'uscita. Un'alternativa sarebbe quella di una «sospensione» dell'esecutività del provvedimento, atto che può essere demandato solo all'organo che lo ha emesso. In questo caso si tratta di sottoporre al consiglio comunale una delibera in tal senso, in attesa delle osservazioni dell'Asl che dovrebbero poi confluire in una eventuale «modifica» del regolamento stesso. In caso contrario resterebbe in vigore un atto amministrativo vulnerabile che un qualsiasi ricorso al Tar presentato anche da un'associazione animalista potrebbe comportarne addirittura l'annullamento. Una procedura, a questo punto, che potrebbe essere innescata anche da chi è destinatario di una multa per «deiezioni canine». I punti controversi sarebbero diversi: oltre a quelli di carattete sanitario, vi è ad esempio quello dei rallentatori per l'attraversa - mento di animali che è comprensibile per alcune località montane (galeotta un'operazione di «taglia» e «incolla» da un atto di Trento e Bolzano), poco sensato per una città come Bari dove circolano solo cani e gatti randagi, così come accade in tante altre realtà aventi le stesse caratteristiche. 27/07/2010
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